Sex Pistols – Nevermind the Bollocks, here’s Sex Pistols (1977)

Pubblicato: 5 luglio 2010 in Gli Intoccabili
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Che dire di più, già il titolo dell’album parla da se (“Sbattitene i coglioni, ci sono i Sex Pistols”, sottolineo anno 1977).
I Sex Pistols è il caso più unico, clamoroso e discusso di meteora musicale nella storia, ma è anche l’unico gruppo che può ritenere di aver spaccato in due la musica.
Infatti si può tranquillamente dire che la storia della musica moderna è divisa in due ere: quella prima dei Sex Pistols e quella dopo i Sex Pistols.

“Nevermind the Bollocks” è l’album unico della band, che ne determina l’esplosione, lo zenit e la conclusione della loro carriera.
Dodici tracce di quattro accordi ciascuna, una più feroce, rabbiosa e tagliente dell’altra, che fanno entrare Rotten e soci nella leggenda.
“Holidays in the Sun”, “Bodies”, “No feelings”, “Seventeen”, “Pretty Vacant” ed “E.M.I.” singolarmente sarebbero per qualunque gruppo sulla faccia della terra l’apice di una carriera, mentre qui quasi vanno nell’ombra, rispetto ai due pezzi manifesto di una generazione e di uno stile di vita.
Basta solo dire che “God Save the Queen” all’epoca è stata censurata dalle radio, dai distributori di dischi, dalla stessa casa editrice, ma il riff di chitarra, il grido “No Future” o il “don’t be told what you want and don’t be told what you need” è entrato comunque nella memoria collettiva del rock, del punk e della musica in generale.
Senza parlare della canzone più importante (per chi scrive) degli ultimi 50 anni nella musica, cioè “Anarchy in the U.K.”.
La chitarra iniziale, il rullo di tamburi, l’ “I am an antichrist, and I am an anarchist” danno sempre l’idea che per assurdo si stia ascoltando una specie di canzone sacra, per la pomposità, la rabbia e l’immediatezza della canzone.
Poi gli assoli scarnissimi, ridicoli tecnicamente ma potenti, la batteria in quattro quarti, il basso essenziale, la voce “vomitata” di Johnny Rotten, le storie pazze dietro i loro show, la morte di Sid Vicious e la stampa completamente contro sono storie che per chi ama il rock bisogna necessariamente sapere, come fosse la Bibbia o il Vangelo.

Il più grande album di sempre, che disfa e ricostruisce il mondo della musica.

Voto: 20/20

In una parola: INARRIVABILE

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