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I Foo Fighters, una delle realtà rock più importanti a livello mondiale, ha deciso sorprendentemente di lanciare il nuovo album Wasting Light in maniera massiccia via web e gratuita, prima dell’uscita dello scorso 12 aprile. Prima con un singolo scaricabile da Soundcloud, e poi con l’album ascoltabile in streaming, sempre tramite il portale web dedicato alla musica.

Il solito bell’album di Dave Grohl e compagni,che in questi ultimi 15 anni ci hanno abituato ad una crescita esponenziale di qualità sonora e pubblico entrando nell’olimpo del rock contemporaneo.

Buon ascolto!!

Foo Fighters – Wasting Light streaming

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Sono rimasto letteralmente fulminato dall’ultimo lavoro della band americana Maserati, cioè Pyramid Of The Sun. Solitamente non rimango colpito dagli album strumentali, se non sono particolarmente originali. E questo album lo è in maniera assoluta.

Pyramid Of The Sun fonde rock, progressive e french touch su ritmi e strutture prettamente da musica dance. Infatti il suono svaria da Jean Michel Jarre ai Dream Theater, senza essere però un album disomogeneo.

Non riuscirei a citare una canzone in particolare, anche perchè la forza dell’album è di non far fermare l’ascoltatore all’ascolto di una sola canzone, ma di invogliarlo a continuare e in un unica volta. Se proprio bisogna evidenziare una canzone, darei risalto alla title track e a They’ll No More Suffer from Hunger, due tra le canzoni più tirate.

L’unica osservazione che vorrei fare, è quella che sarei curioso di vederli al confronto con una canzone “classica”, con il vecchio cliché intro-strofa-ritornello.

In ogni caso Pyramid of The Sun è assolutamente da avere e vi sorprenderà come pochi album recenti hanno saputo fare.

Voto: 17.5/20

Maserati – Pyramid of the Sun su Amazon

Un video live di They’ll no more Suffer from Thirst

I Tool sono una band statunitense formatasi nel 1990. Sono una delle “anomalie” della musica attuale, perchè senza troppa pubblicità o alternative marketing riescono ad essere la band alternative più popolare e seguita del mondo.

Il disco d’esordio Undertow del 1994 diventa un successo quasi subito, grazie a pezzi come Sober ed al sound innovativo e fuori dagli schemi in voga di quel periodo.

La conferma del valore dei Tool arriva con il successivo AEnima del 1996, ma la consacrazione definitiva arriva con Lateralus che arriva a vendere circa 10 milioni di copie, cifra mai raggiunta e difficilmente eguagliabile per un genere “di nicchia” come il loro.

Successivamente parte del gruppo si dedica al progetto A Perfect Circle, e nel 2006 arriva 10,000 Days, che si piazza in top 5 in 25 paesi.

Di seguito vi regalo il brano che li ha rivelati al mondo, cioè Sober.

There’s a shadow just behind me
Shrouding every step I take
Making every promise empty
Pointing every finger at me

Waiting like the stalking butler
Whom upon the finger rests
Murder now the path called “must we”
Just because the Son has come

Jesus, won’t you fucking whistle
Something but what’s past and done?
Jesus, won’t you fucking whistle
Something but what’s past and done?

Why can’t we not be sober?
I just want to start this over
Why can’t we drink forever?
I just want to start this over

I am just a worthless liar
I am just an imbecile
I will only complicate you
Trust in me and fall as well

I will find a center in you
I will chew it up and leave
I will work to elevate you
Just enough to bring you down

Mother Mary, won’t you whisper
Something but what’s past and done?
Mother Mary, won’t you whisper
Something but what’s past and done?

Why can’t we not be sober?
I just want to start this over
Why can’t we sleep forever?
I just want to start this over

I am just a worthless liar
I am just an imbecile
I will only complicate you
Trust in me and fall as well
I will find a center in you
I will chew it up and leave

Trust me
Trust me
Trust me
Trust me
Trust me

Why can’t we not be sober?
I just want to start this over
Why can’t we sleep forever?
I just want to start this over

I want what I want
I want what I want
I want what I want
I want what I want

Who Cares A Lot è una sorta di Greatest Hits dei Faith No More.

Incomincio proprio da loro perchè una serie di gruppi rock, tra i più svariati, devono tanto a questa band, archiviata frettolosamente dal grande pubblico. Per ogni canzone di questa raccolta si potrebbe trovare la canzone alter-ego di altri gruppi,  che in molti casi si rivela imbarazzante sia nel confronto critico che di struttura della canzone.

Parto però dalla traccia 4, cioè “Epic“, un trionfo della voce eccezionale di Mike Patton, dove si confronta con rap, urli pseudometal e melodia con risultati strepitosi. Sul cantato di Patton un altro trionfo di chitarra funky, chitarra metal, tastiere e  cambi di tempo orchestrati in maniera fantastica, dando veramente l’idea di epico. (Give it Away dei Red Hot Chili Peppers è chiaramente ispirata, se non plagiata da questa canzone… Antony Kiedis ringrazia…)

Rispettando l’ordine di tracce, si parte con “We care A Lot” e “Introduce Yourself”, scariche di adrenalina pure, mentre “From out To Nowhere” e “Falling to Pieces” definiscono il suono tipico dei Faith no More e probabilmente del movimento grunge in generale (…Nirvana e soci ringraziano…)

Un altra canzone su cui soffermarsi è “Midlife Crisis“, dove viene fuori tutta la potenza del sound dei Faith No More, la straordinaria duttilità di Patton e nella quale letteralmente si inventa il 4/4 di batteria senza piatti (…i Korn e tutto il nu metal ringrazia…)Poi si passa a “Easy”, una sorprendente ballad con tastiera, coretti gospel e il solito Patton, e soprattutto al capolavoro assoluto “Digging the Grave”.

Digging the Grave” è un grido, un inno di disperazione,  il canto del cigno della (presunta) generazione di Seattle. Tre minuti di potenza e pathos in 4 accordi di chitarra, che si sfoga in un intermezzo urlato di unico coinvolgimento.Il resto dell’album scorre via in un attimo, con solo l’intermezzo di un’altra ballata, “I Started a Joke”.

Con questo album si può intuire chi, come e quando abbia dettato le leggi commerciali della musica negli anni successivi, anche se l’origine e i meriti se li sono presi altri.

Voto: 18.5/20

In una parola: DEFINITIVO