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Bjork – Crystalline

Pubblicato: 28 luglio 2011 in Novità
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La signora Guðmundsdót, conosciuta dal mondo con il suo nome di battesimo Bjork, ritorna con il singolo Crystalline che anticipa l’album Biophilia, in uscita però solamente a settembre inoltrato.

La canzone è la conferma delle straordinarie doti vocali della cantante islandese, messe in risalto da un arrangiamento minimale. Sicuramente non è una canzone da “primo impatto”, ma la voce di Bjork si lascia ascoltare in maniera facile ed automatica.

Ecco il video, come al solito originale, di Crystalline.

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Sono rimasto letteralmente fulminato dall’ultimo lavoro della band americana Maserati, cioè Pyramid Of The Sun. Solitamente non rimango colpito dagli album strumentali, se non sono particolarmente originali. E questo album lo è in maniera assoluta.

Pyramid Of The Sun fonde rock, progressive e french touch su ritmi e strutture prettamente da musica dance. Infatti il suono svaria da Jean Michel Jarre ai Dream Theater, senza essere però un album disomogeneo.

Non riuscirei a citare una canzone in particolare, anche perchè la forza dell’album è di non far fermare l’ascoltatore all’ascolto di una sola canzone, ma di invogliarlo a continuare e in un unica volta. Se proprio bisogna evidenziare una canzone, darei risalto alla title track e a They’ll No More Suffer from Hunger, due tra le canzoni più tirate.

L’unica osservazione che vorrei fare, è quella che sarei curioso di vederli al confronto con una canzone “classica”, con il vecchio cliché intro-strofa-ritornello.

In ogni caso Pyramid of The Sun è assolutamente da avere e vi sorprenderà come pochi album recenti hanno saputo fare.

Voto: 17.5/20

Maserati – Pyramid of the Sun su Amazon

Un video live di They’ll no more Suffer from Thirst

I New Order sono una band inglese nata nel 1980 dalle ceneri dei Joy Division, dopo la morte del cantante Ian Curtis. Da subito si distaccano dalla band in cui militavano in precedenza, scegliendo un mix di musica elettronica, new wave e synth pop.

Dopo l’esordio con ” Movement ” (1981), nel 1983 arriva subito il successo mondiale di critica e pubblico con “ Power, Corruption and Lies “, ma soprattutto con il singolo ” Blue Monday “. Blue Monday diventa il 12 pollici più venduto di sempre, nonchè il disco da cui verranno prese tutte le basi e le ritmiche per la musica elettronica/dance fino ai giorni nostri.

“Low Life” conferma il successo precedente mentre con “Brotherood” del  1986 arriva l’esplosione dei New Order anche in U.S.A. , trainato dai singoli ” Bizarre Love Triangle ” e “True Faith”. I successivi “Tecnique” e ” Republic” confermano la band in cima alle classifiche, anche se la qualità non è quella degli album precedenti.

Dopo un silenzio di ben 8 anni, in cui sembravano essere stati dimenticati, tornano a sorpresa con ” Get Ready ” , che si rivela invece un clamoroso successo specialmente in madrepatria. L’ altrettanto sorprendente, in termini però di qualità, ” Waiting For The Sirens Call ” del 2005 chiude la storia dei New Order.

Di seguito un video tratto da una registrazione per la TV francese di Bizarre Love Triangle, e il testo della canzone.

Every time I think of you
I feel shot right through with a bolt of blue
It’s no problem of mine
But it’s a problem I find
Living a life that I can’t leave behind
But there’s no sense in telling me
The wisdom of the fool won’t set you free
But that’s the way that it goes
And it’s what nobody knows
well every day my confusion grows

Every time I see you falling
I get down on my knees and pray
I’m waiting for that final moment
You say the words that I can’t say

I feel fine and I feel good
I’m feeling like I never should
Whenever I get this way
I just don’t know what to say
Why can’t we be ourselves like we were yesterday
I’m not sure what this could mean
I don’t think you’re what you seem
I do admit to myself
That if I hurt someone else
Then I’ll never see just what we’re meant to be

Every time I see you falling
I get down on my knees and pray
I’m waiting for that final moment
You say the words that I can’t say

M.I.A. – Maya (2010)

Pubblicato: 2 luglio 2010 in Novità
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Per chi l’ha già ascoltata in passato, l’attesa del nuovo album di M.I.A. è stata spasimante, per l’imprevedibilità, la durezza delle parole e lo straordinario valore assoluto dell’artista.
E Mathangi “Maya” Arulpragasam, originaria dello Sri Lanka, non delude, anzi spiazza e rinnova sempre di più il suo sound particolare, composto da una patchanka di hip-hop, dub, pop, elettronica e funk.

“Maya”, il nuovo album (chiamato ufficialmente però /\/\ /\ Y /\ , cioè il suo nome in versione stilizzata), è un ulteriore evoluzione dei precedenti, con alcuni e sorprendenti cambi di rotta rispetto al passato.
La partenza, “Steppin Up”, rispecchia abbastanza il sound di M.I.A. , carico di effetti sonori e con basi dub.
Mentre già in “XXXO”, singolo di lancio dell’album, è la prima canzone sorprendente dell’album dove, sotto la base hip-hop commerciale del “guru” Diplo (co-autore come al solito delle basi e produttore), si lancia in una strepitosa canzone che potrebbe scalare tutte le classifiche, cosa che mai aveva provato a fare prima, nonostante l’immenso potenziale a disposizione.
La successiva “Tequila” potrebbe stare tranquillamente nella colonna sonora di “The Millionaire”, mentre “Lovalot” è un altra canzone con il ritmo irresistibile.
In “Story to Be Told” e “It Takes a Muscle” si sentono echi reggae, anch’essi novità per M.I.A. ,con il solito bel sottofondo elettronico.
Ed arrivo alla controversa, censuratissima e fantastica “Born Free”, inno alla libertà, dove tira letteralmente bordate contro tutto e tutti (molto di più di artisti “anticonformisti” o presunti tali), su un sottofondo industrial potentissimo e incalzante.
Ma la canzone che mi ha sorpreso di più dell’album, che già di per se ne è pieno, è senza dubbio “Meds and Feds”, una traccia industrial dove compaiono riff di chitarre elettriche (la prima volta in album di M.I.A.) e talmente dura che sembra fatta da Rammstein o Atari Teenage Riot.

Un nuovo,sorprendente e bellissimo album di questa artista (a mio modo di vedere la più eclettica della scena musicale mondiale) e che lascia intravedere ancora ulteriore potenziale per farla diventare una superstar a livello mondiale, più di quanto già non lo sia.

VOTO: 17.5/20

In Due Parole: BORN FREE

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Se mi avessero detto qualche anno fa che in futuro avrei ascoltato un album di Kylie Minogue penso che lo avrei mandato a quel paese, e soprattutto se mi avesse detto che mi sarebbe piaciuto.
La bella e tascabile Kylie Minogue ritorna con “Aphrodite”, con la solita “gara” tra i DJ e produttori più importanti del mondo per essere nel suo album vinta da Calvin Harris, come per il precedente “X”.

La premessa dell’album è che Kylie Minogue è forse l’artista femminile che riesce ad assorbire i sound e le mode del momento in maniera migliore, negli ultimi 10 anni meglio anche di Madonna, e con la sua voce particolarissima e sensuale riesce a personalizzare e far diventare sue anche canzoni non scritte da lei o per lei.

Infatti un vero punto debole in questo album, anche dopo molti ascolti, non lo sono riuscito a trovare, anche perchè tocca tutte le sfumature di pop, dance e house senza mai annoiare (cosa che poteva essere molto facile) e cadere in basi e melodie troppo ovvie, e quindi i complimenti vanno sia a lei che ai produttori.

I distinguo li farò solo in positivo: infatti se pensate che il singolo appena uscito “All the lovers” sia il pezzo forte dell’album, vi sbagliate di grosso.
Questo è solo l’antipasto, perchè la seconda canzone dell’album, e prossimo singolo, sarà il vero tormentone di piste, radio, club e qualsiasi cosa che abbia una cassa. “Get Outta My Way” è un pezzo assolutamente che ha le carte in regola per diventare la canzone dance dell’anno: il ritornello è assolutamente impossibile da scordare, al livello del suo “na na na nanananana” o anche di un “Poker Face”, e la canzone è strutturata e arrangiata fantasticamente.
Un’altro gioiello dell’album è “Closer”, che come sound sembra una canzone dei Rondò Veneziano riarrangiata da Tiga.
“Aphrodite”, la canzone omonima al titolo dell’album, è un grande esempio di pop, con molti echi jacksoniani, dove Kylie gioca molto con la voce, specialmente verso la fine della traccia.

Nel complesso probabilmente il miglior album di Kylie Minogue, che sarà amato soprattutto a chi piace il pop contaminato da dance. Sconsigliato a chi non riesce a sentire canzoni senza chitarre o canzoni depresse.

Voto: 17/20

In due Parole: SUMMER JAM

English Version
Version hispanica
Version française
Versao em portugues

Link per il download : Kylie Minogue – Aphrodite

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Il gruppo più dichiaratamente “open minded” in fatto di gusti sessuali ritorna con un nuovo album, “Night Work”.
Gli Scissor Sister sono tra i migliori interpreti del pop degli ultimi anni, dediti a sdrammatizzare la musica, come nel caso celeberrimo della, a dir poco geniale, cover in chiave disco di “Confortably Numb” dei Pink Floyd, che aveva fatto infuriare tutti i fan dei Floyd fino a quando Gilmour non disse che era la più bella cover mai stata fatta su una loro canzone.

In “Night Work” confermano tutto ciò a cui c’eravamo abituati, con l’altro grande pregio che appartiene loro, cioè il riuscire ad assorbire i suoni più cool del momento piazzando sopra melodie tipicamente da disco- dance seventies, eighties e nineties.

La prima canzone, omonima del titolo dell’album, è il riassunto della mentalità e del sound dei Scissor Sisters: basi modernissime, chitarre abbozzate, tastiere protagoniste e falsetti nel ritornello, tutto con un ritmo allegro ed estivo.
“Whole New Way” ricorda tantissimo come sound “Just an Illusion”, ma si confermano fantastici a fare questi mash-up di stili e suoni.
Il singolo “Fire with Fire” è eccezionale, parte piano con solo tastiere e pianoforte, per poi esplodere con tono epico prima nel pre-ritornello e poi definitivamente in un ritornello il cui gioco di parole e il ritmo è impossibile da togliersi dalla testa.
“Any Witch Way” e “Harder You Get” sono sicuramente le canzoni che richiamano di più la disco music, in pratica quasi degli omaggi a “FunkyTown” e “Hot Stuff”.
Invece “Something like This” è una bella canzone pop-house, che con con qualche bpm in più sarebbe una hit mondiale da club, con sempre un ritornello irresistibile.
Le restanti canzoni sono tutte ottime, sempre con le prerogative di richiami al passato con suoni moderni e super ritornelli.

Un gran bell’album per i Scissor Sisters, ideale per l’estate e per ascoltare musica di qualità senza pensarci troppo sopra.

Voto: 17,5/20

In quattro parole: You should be Dancing
Link per il download : Scissor Sisters – Night Work

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I Crystal Castles, duo canadese composto dalla cantante Alice Glass e dal musicista Ethan Kath, escono con il loro secondo album, stranamente omonimo sia del nome del gruppo che dell’album precedente.

In questo album di ben 14 pezzi, veramente tanti rispetto alla norma, si confermano forse la band più talentuosa del panorama elettro-noise, con disco dalle tantissime sfaccettature e stili differenti.

Già in “Fainting Speels”,e poi due tracce dopo in “Doe Derr” si capisce con chi si ha a che fare, con due canzoni molto aggressive, dove Alice Glass canta con una voce urlata, al limite dello stridulio e della sopportazione, sulla tastiera che, specialmente in “Doe Derr”, spara riff ai mille all’ora.

In “Celestica” e “Suffocation” invece si va sulla classica canzone lo-fi elettronica, con la voce che in questi due pezzi diventa angelica e sfuocata. Su “Baptism” invece la voce torna ad essere altissima, sulla tastiera che nella melodia principale sembra presa da Timbaland, ma che in complesso risulta originale e non troppo assurda come accoppiata.

“Empaty” e “Birds” sono un po’ sottotono: la prima sembra una canzone bollywoodiana mentre la seconda molto banale, rispetto anche allo standard dell’album.

“Violent Dreams”, paradossalmente dal titolo è l’unica canzone lenta e senza batteria, è un pezzo molto bello, molto futuristico e spaziale. “Vietnam” invece è giocato benissimo sugli effetti di voce che abitualmente nauseano, ma in questo caso invece azzeccatissimi.

Poi si arriva alla canzone secondo me migliore dell’album, cioè “Pap Smear”, quella forse più elettro-pop di tutte, con una riff di tastiera difficile da togliersi dalla testa e la voce della cantante che sembra anche qui venire da un’altro pianeta, distorta e ovattata ma melodica.

Il resto dell’album scorre bene con altre due buone canzoni,”Not In Love” e “Intimate”, ed un finale, “Not in Love”, ispirato a Jean Michel Jarre.

Questo album è ottimo e, come si può notare dai vari artisti che ho nominato per confrontarne le canzoni, con molte citazioni, quasi sempre azzeccate o volute al punto giusto. Giustamente considerata dagli addetti ai lavori come una delle migliori band emergenti in assoluto.

Voto: 17/20

In una parola: Etereo

Link per il download : Crystal Castles – Crystal Castles