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Who Cares A Lot è una sorta di Greatest Hits dei Faith No More.

Incomincio proprio da loro perchè una serie di gruppi rock, tra i più svariati, devono tanto a questa band, archiviata frettolosamente dal grande pubblico. Per ogni canzone di questa raccolta si potrebbe trovare la canzone alter-ego di altri gruppi,  che in molti casi si rivela imbarazzante sia nel confronto critico che di struttura della canzone.

Parto però dalla traccia 4, cioè “Epic“, un trionfo della voce eccezionale di Mike Patton, dove si confronta con rap, urli pseudometal e melodia con risultati strepitosi. Sul cantato di Patton un altro trionfo di chitarra funky, chitarra metal, tastiere e  cambi di tempo orchestrati in maniera fantastica, dando veramente l’idea di epico. (Give it Away dei Red Hot Chili Peppers è chiaramente ispirata, se non plagiata da questa canzone… Antony Kiedis ringrazia…)

Rispettando l’ordine di tracce, si parte con “We care A Lot” e “Introduce Yourself”, scariche di adrenalina pure, mentre “From out To Nowhere” e “Falling to Pieces” definiscono il suono tipico dei Faith no More e probabilmente del movimento grunge in generale (…Nirvana e soci ringraziano…)

Un altra canzone su cui soffermarsi è “Midlife Crisis“, dove viene fuori tutta la potenza del sound dei Faith No More, la straordinaria duttilità di Patton e nella quale letteralmente si inventa il 4/4 di batteria senza piatti (…i Korn e tutto il nu metal ringrazia…)Poi si passa a “Easy”, una sorprendente ballad con tastiera, coretti gospel e il solito Patton, e soprattutto al capolavoro assoluto “Digging the Grave”.

Digging the Grave” è un grido, un inno di disperazione,  il canto del cigno della (presunta) generazione di Seattle. Tre minuti di potenza e pathos in 4 accordi di chitarra, che si sfoga in un intermezzo urlato di unico coinvolgimento.Il resto dell’album scorre via in un attimo, con solo l’intermezzo di un’altra ballata, “I Started a Joke”.

Con questo album si può intuire chi, come e quando abbia dettato le leggi commerciali della musica negli anni successivi, anche se l’origine e i meriti se li sono presi altri.

Voto: 18.5/20

In una parola: DEFINITIVO

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