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Gli Arctic Monkeys, nonostante che superino di poco i 25 anni, hanno ormai all’attivo già 4 album e una ventina tra singoli ed EP.
L’ultimo, uscito il 20 Giugno, si intitola ” Do I Wanna Know? “, e ricalca molto (probabilmente anche troppo), il precedente “R U Mine”.

Come ho fatto intendere precedentemente, non mi ha colpito più di tanto, anche se li continuo a ritenere una delle migliori band contemporanee. Il videoclip però merita una visione.

 

The Arctic Monkeys, despite their young age, had already released 4 albums and 20 scores beetween singles and EP. The last release is “Do I Wanna Know”, and follow (probably too much) the way of previous single, R U Mine.

As I told, this song didn’t hit me too much, also if I still consider Arctic Monkeys one of the most important contemporary bands.

Arctic Monkeys – Do I Wanna Know (Official Video)

Sigur Ros – Kveikur

Pubblicato: 18 giugno 2013 in Novità
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Dopo anni di successo sempre più crescente a piccoli passi, gli islandesi Sigur Rós si possono considerare ormai una delle band indie-rock di riferimento sulla scena mondiale.

L’ultimo album della band di Reykjavík si intitola Kveikur, e nel pannello sottostante potete sentirlo gratuitamente e in streaming, senza bisogno di scaricare nessun software o simili. Al primo impatto mi è piaciuto molto, e a voi piacerà?

Sigur Ros – Kveikur

Tra poco meno di due settimane i Kasabian faranno uscire Velociraptor, uno dei dischi indie-rock più attesi dell’anno. L’album è anticipato dal singolo Days Are Forgotten, uscito già da tempo in rete, a metà agosto in Belgio e l’11 nel resto del mondo.

Questa canzone conferma la band tra le realtà rock più promettenti ma già consolidate della scena inglese con il tipico sound della band, che strizza l’occhio al pop e ad atmosfere retrò.

Se ve lo siete persi, vi ripropongo il brano Days Are Forgotten.

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Less than two weeks Kasabian will release Velociraptor, one of the most awaited indie-rock discs of the year. The album preceded by the single Days Are Forgotten, released online in the end of July, in mid-August in Belgium and 11/9 in the rest of the world.

The song confirms the band as one of the best in the the English rock scene with the typical sound of the band, with its typical pop and retro atmosphere.

If you missed it, listen Days Are Forgotten.

 

 

 

Per chi non avesse ancora avuto l’opportunità o per chi non lo sapesse l’altra metà dei defunti Oasis, cioè Noel Gallagher, ha esordito con il primo singolo da solista, The Death Of You And Me.

Come si sapeva già da vent’anni, la vera anima della band di Manchester è sempre stata lui e lo si deduce in tutto e per tutto anche da questa canzone, che ha tutti i pregi e i difetti che contraddistingue Noel Gallagher.

Una canzone con una struttura bellissima e con un ritornello grandioso, ma troppo simile come arrangiamento agli ultimi lavori degli Oasis, in particolare a The Importance To Being Idle.

In ogni caso, tra i singoli apripista dei due fratelli, la scelta personale ricade nettamente su quest’ultimo.

In esclusiva Don’t Sit Down Cause I’ve Moved Your Chair, il singolo di lancio dell’album Suck It And See in uscita il prossimo 6 Giugno. Come già si era intuito da Brick By Brick , gli Arctic Monkeys hanno rivoluzionato il sound degli inizi.

A mio modesto parere il risultato è buono, anche se probabilmente influirà pesantemente sul pubblico che segue la band dagli esordi.

Ecco Don’t Sit Down Cause I’ve Moved Your Chair, il nuovo singolo degli Arctic Monkeys.

( se non lo vedete direttamente dal blog, cliccate all’interno del video)

Restando in tema di band di culto che misteriosamente non hanno mai raggiunto il successo globale, ma grazie alle quali decine di gruppi si sono costruiti le loro fortune, gli Stone Roses sono l’esempio più eloquente nell’ambito dell’intera storia musicale moderna. Sarebbe bastato solo che non avessero avuto problemi legali con la casa discografica nel periodo 1990-1994, e con molta probabilità sarebbero diventati la più grande e famosa band del pianeta anche per i successivi vent’anni.

Ma la musica non è fatta di “se” e di “ma”, quindi atteniamoci a quanto loro hanno prodotto. E l’album di esordio ” The Stone Roses ” è senza dubbio il più brillante esordio di tutti i tempi. Suonato in maniera tecnicamente superba, originale ma con melodie accattivanti, elaborato ma scorrevole, ha influenzato tutta la musica inglese da quel punto in avanti.  Se dovessi fare un elenco delle canzoni che hanno influenzato successivamente band o artisti, non mi basterebbe tutto il blog per citarli. Ma posso raccontare di ” I Am The Resurrection “, a mio parere la canzone più completa che sia mai stata fatta,  dei ritmi di ” She Bangs The Drums ”  o della strepitosa melodia di ” Made Of Stone “.

A mio modesto parere penso che ” The Stone Roses ” possa tranquillamente stare almeno nei primi tre album di tutti i tempi, perchè quando lo si ascolta si rimane letteralmente allibiti, e si capiscono le origini musicali di tutte le più famose band da vent’anni ad oggi.

Voto: 20/20

Esistono delle band predestinate, che riescono ad avere però un culto sfrenato da parte di una discreta fetta di pubblico e dalla critica, ma non un successo globale come avrebbero meritato. I The Libertines ne sono uno degli esempi più rilevanti nella storia della musica, non solo moderna. Sicuramente se non fosse uscito Up The Bracket centinaia di gruppi “Next Big Thing” non avrebbero mai avuto modo di esistere ed è riuscito a definire il suono di band come The Strokes o Franz Ferdinand, o a trainare indirettamente gente come Coldplay o Muse dando inizio ad una piccola British Invasion, di cui però i The Libertines non hanno mai fatto parte a pieno.

La sensazione più strana durante l’ascolto è il rendersi conto di star sentendo qualcosa di epico e di unico, come solo con pochissimi album o canzoni accade, e di pensare “Ma che razza di roba ho ascoltato fino ad ora?”. Canzoni come Vertigo o I Get Along sono una summa del rock passato e futuro, e sorprende la straordinaria aggressività del sound nonostante non ci sia un solo accordo di chitarra distorta. Anche nei momenti più riflessivi la ditta Doherty Barat riesce ad esprimersi a livelli eccelsi.

Non saprei che altro dire su Up The Bracket, anche perchè solo dopo il suo ascolto ci si rende conto della bellezza, della durezza, della cura e dell’intensità che la band riesce a trasmettervi con questo loro disco d’esordio.

 

Voto 19,5/20