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Gli Arctic Monkeys, nonostante che superino di poco i 25 anni, hanno ormai all’attivo già 4 album e una ventina tra singoli ed EP.
L’ultimo, uscito il 20 Giugno, si intitola ” Do I Wanna Know? “, e ricalca molto (probabilmente anche troppo), il precedente “R U Mine”.

Come ho fatto intendere precedentemente, non mi ha colpito più di tanto, anche se li continuo a ritenere una delle migliori band contemporanee. Il videoclip però merita una visione.

 

The Arctic Monkeys, despite their young age, had already released 4 albums and 20 scores beetween singles and EP. The last release is “Do I Wanna Know”, and follow (probably too much) the way of previous single, R U Mine.

As I told, this song didn’t hit me too much, also if I still consider Arctic Monkeys one of the most important contemporary bands.

Arctic Monkeys – Do I Wanna Know (Official Video)

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Sigur Ros – Kveikur

Pubblicato: 18 giugno 2013 in Novità
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Dopo anni di successo sempre più crescente a piccoli passi, gli islandesi Sigur Rós si possono considerare ormai una delle band indie-rock di riferimento sulla scena mondiale.

L’ultimo album della band di Reykjavík si intitola Kveikur, e nel pannello sottostante potete sentirlo gratuitamente e in streaming, senza bisogno di scaricare nessun software o simili. Al primo impatto mi è piaciuto molto, e a voi piacerà?

Sigur Ros – Kveikur

Oggi è doveroso un personale tributo ai R.E.M., una delle band più famose ed amate al mondo, che hanno annunciato lo scioglimento dopo 31 anni di carriera.

I R.E.M. sono stati una band nata ad Athens nel 1980, e praticamente da subito diventano una delle poche realtà indie in USA ad emergere. Nel 1981 infatti esce Radio Free Europe che diventa subito una canzone cult nel giro delle radio universitarie americane ed entra a sorpresa nella top 100 di Billboard.

L’album di esordio Murmur del 1983 li vede già consacrati come il più promettente gruppo indipendente d’oltreoceano. I tre album successivi usciti nei tre anni seguenti, cioè Reckoning, Fables Of The Reconstruction e Life Rich Pageant, confermano il loro status e cominciano a farli conoscere anche fuori dai confini.

Ma la prima svolta alla carriera arriva con Document, contenente la straordinaria The One I Love, che li catapulta definitivamente nel mainstream, e anche la critica si innamora della band di Micheal Stipe.

Green (1988) è abbastanza interlocutorio ma è la premessa di Out Of Time, l’album che conquista non solo l’America ma il mondo intero, con la canzone e il video che consacrerà i R.E.M. nella leggenda, cioè Losing My Religion.

Probabilmente i R.E.M. ma anche il resto del mondo pensava che Out Of Time fosse l’apice della carriera, ma Automatic For The People del 1992 avrà incredibilmente anche più successo del precedente trainato da canzoni di straordinaria fattura come la celeberrima Everybody Hurts o Man Of The Moon.

Ormai però di indie rimane poco o niente, anche perchè l’etichetta ora è la Warner e il sound della band è cambiato verso un pop-rock d’autore. Automatic For The People sarà l’apice commerciale della band e anche l’ultimo grande album. Con Monster e New Adventures in Hi-Fi i R.E.M. cercano di tornare alle origini, con risultati non pessimi ma neanche eccelsi.

Gli album dell’ultimo decennio ci restituiscono la band di Athens con le idee confuse, tra esperimenti poco riusciti e qualche guizzo di classe come The Great Beyond, Imitation Of Life e Supernatural Superserious, e album complessivamente mediocri.

Probabilmente da qui la decisione, il 21 settembre 2011, dello scioglimento del gruppo.

Una curiosità: la formazione originale Stipe Buck Mills Berry ha subito solo un cambiamento, dal momento che Berry nel 1995 ebbe un aneurisma celebrale e nel 1997 non se la sentì di andare avanti.

La canzone dei R.E.M. che ho scelto è The One I Love.

Tra poco meno di due settimane i Kasabian faranno uscire Velociraptor, uno dei dischi indie-rock più attesi dell’anno. L’album è anticipato dal singolo Days Are Forgotten, uscito già da tempo in rete, a metà agosto in Belgio e l’11 nel resto del mondo.

Questa canzone conferma la band tra le realtà rock più promettenti ma già consolidate della scena inglese con il tipico sound della band, che strizza l’occhio al pop e ad atmosfere retrò.

Se ve lo siete persi, vi ripropongo il brano Days Are Forgotten.

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Less than two weeks Kasabian will release Velociraptor, one of the most awaited indie-rock discs of the year. The album preceded by the single Days Are Forgotten, released online in the end of July, in mid-August in Belgium and 11/9 in the rest of the world.

The song confirms the band as one of the best in the the English rock scene with the typical sound of the band, with its typical pop and retro atmosphere.

If you missed it, listen Days Are Forgotten.

 

 

 

Vi presento il singolo degli Arctic Monkeys, passato ingiustamente abbastanza inosservato, The Hellcat Spangled Shalalala.

Anche se in ritardo volevo mettere in risalto la canzone probabilmente migliore del loro ultimo album, associata anche ad un video che trovo molto bello, come ormai stanno abituando ultimamente gli Arctic Monkeys.

La canzone associa molto bene il loro recente sound  con quello “classico” tipico del brit-pop anni 90. Eccovi il video di The Hellcat Spangled Shalalala.

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This is the Arctic Monkeys new single, named Hellcat The Spangled Shalalala.

I want to highlight the song, probably the best in their last album, also with a video that I find very beautiful, as recently they used to do.

The song mix the recent sound of Arctic Monkeys with the  typical Brit-pop sound. Here’s the video of The Hellcat Spangled Shalalala.

Nuova Playlist

Pubblicato: 26 luglio 2011 in Senza categoria
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Ritorno sul blog per condividere con tutti la playlist che ho fatto pensando al rock, legata al Tour De France. In questi mesi ho scoperto il legame straordinario tra i ciclisti e la musica, e viceversa. Un rapporto difficile da trovare per altri mestieri e soprattutto per altri sport (non tutti).

Ne approfitto per ringraziare Manuel, disponibile prima di due tapponi allucinanti ad una bellissima chiacchierata basata sul rock e questioni filosofiche sul ciclismo (e che penso abbia portato pure fortuna!)

Questo è il link:

https://revideosmusic.wordpress.com/dieci-canzoni-per/un-allenamento-in-bici/

Sono rimasto letteralmente fulminato dall’ultimo lavoro della band americana Maserati, cioè Pyramid Of The Sun. Solitamente non rimango colpito dagli album strumentali, se non sono particolarmente originali. E questo album lo è in maniera assoluta.

Pyramid Of The Sun fonde rock, progressive e french touch su ritmi e strutture prettamente da musica dance. Infatti il suono svaria da Jean Michel Jarre ai Dream Theater, senza essere però un album disomogeneo.

Non riuscirei a citare una canzone in particolare, anche perchè la forza dell’album è di non far fermare l’ascoltatore all’ascolto di una sola canzone, ma di invogliarlo a continuare e in un unica volta. Se proprio bisogna evidenziare una canzone, darei risalto alla title track e a They’ll No More Suffer from Hunger, due tra le canzoni più tirate.

L’unica osservazione che vorrei fare, è quella che sarei curioso di vederli al confronto con una canzone “classica”, con il vecchio cliché intro-strofa-ritornello.

In ogni caso Pyramid of The Sun è assolutamente da avere e vi sorprenderà come pochi album recenti hanno saputo fare.

Voto: 17.5/20

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Un video live di They’ll no more Suffer from Thirst