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Voglio farmi del male. Rai Uno, puntata di Domenica In del giorno dopo la fine del Festival di Sanremo.
Entrano Loredana Bertè e Gigi D’Alessio.
Playback della canzone appena presentata al Festival.

Gente in visibilio, in piedi, quasi come nel tour americano dei Beatles.

“Siete i vincitori morali del Festival”

“Avrà vinto Emma Marrone, ma a noi giovani piace la vostra canzone”

“Il popolo deve essere sovrano, perchè noi paghiamo per votare ed i giornalisti no.”

“Questa è l’unica canzone che ha un respiro internazionale”

“Sono emozionata di vedere l’unica rocker italiana, Loredana Bertè”

E’ per caso lo spin-off di un film di Maccio Capatonda, tipo L’Italiano Medio?

Scopro le prime tre posizioni della classifica finale: Emma, Arisa e Noemi.
E’ per caso lo spin-off di Amici o X-Factor?

Ieri sera sono andato a vedere un gruppo italiano, casualmente pure conterranei del Festival, cioè gli Ex-Otago. Per chi non li conosce, non sono un gruppo puramente rock, non sono proprio indie, non sono proprio pop. Fanno canzoni accattivanti e sono tecnicamente perfetti, tengono il palco da paura, non se la tirano e hanno pure il cantante belloccio. Ogni tanto suonano anche delle belle cover.

Sono semplicemente andato a sentire della musica.

A cercare tutto quello che non c’è nel Festival di Sanremo.

P.S. Salvo solo questo del Festival di Sanremo, ma non ditelo troppo forte.

Per la gioia dell’Italia che ama la musica, tra poco comincerà di nuovo il Festival Di Sanremo, condotto dal giovane Gianni Morandi con Rocco Papaleo ed una modella strafiga sconosciuta ai più. Una formula innovativa.

Meno male che però i concorrenti porteranno una ventata di aria fresca, di novità e sperimentazione: Gigi D’Alessio, Lucio Dalla, Emma Marrone, Matia Bazar, Arisa, Noemi. Sicuramente gente che arriverà con straordinarie intuizioni e colpi di genio.

Ma la vera novità è l’intuizione geniale di accoppiare ogni partecipante del festival ad un ospite internazionale, per far cantare in duetto una canzone italiana che ci abbia resi famosi nel mondo. Veramente fantastico.

Questa è la line-up di Sanremo: Samuele Bersani, Matia Bazar, Irene Fornaciari, Pierdavide Carone con Lucio Dalla, Nina Zilli, Francesco Renga, Noemi, Emma Marrone, Arisa, Marlene Kuntz, Gigi D’Alessio con Loredana Bertè, Eugenio Finardi, Chiara Civello.

Torniamo alla realtà.  Ovviamente nessuno arriverà con novità (anzi, gente come i Marlene Kuntz faranno dieci passi indietro rispetto ai loro standard), ci sarà il solito carrozzone dove sarà importante tutto meno che la musica, e ci faremo prendere in giro dal mondo per le canzoni “internazionali” scelte per rappresentare l’Italia (sempre che al mondo importi qualcosa del festival).

A questo riguardo, vorrei giocare un po’ e proporre una line-up del festival alternativa, ma che alla fine non è neanche troppo “non commerciale” e che secondo me avrebbe dei buoni riscontri di qualità ed equilibrio anche di generi, ma stando sempre nella premessa di lasciare libertà agli artisti e non di limitarli a ballate mielose o a stucchevoli robe neomelodiche.

Vi stupisco da subito, perchè paradossalmente terrei due nomi da quello originale, cioè Samuele Bersani e Nina Zilli. Poi la restante line-up sarebbe: Ministri, Verdena, Mannarino, Daniele Silvestri, Cesare Cremonini, Sud Sound System, Davide Van Der Sfross, Marracash, Cristina Scabbia (magari con Manuel Agnelli), PFM, Baustelle (o Bianconi autore per qualcuno/a) e 3 band che escono magari da un contest web (ma di quelli seri, non quelli finti e pilotati come ora).

Non mi sembrano nomi astrusi, che accontenterebbero tutti e neanche così poco famosi. Ditemi cosa ne pensate!