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Oggi è doveroso un personale tributo ai R.E.M., una delle band più famose ed amate al mondo, che hanno annunciato lo scioglimento dopo 31 anni di carriera.

I R.E.M. sono stati una band nata ad Athens nel 1980, e praticamente da subito diventano una delle poche realtà indie in USA ad emergere. Nel 1981 infatti esce Radio Free Europe che diventa subito una canzone cult nel giro delle radio universitarie americane ed entra a sorpresa nella top 100 di Billboard.

L’album di esordio Murmur del 1983 li vede già consacrati come il più promettente gruppo indipendente d’oltreoceano. I tre album successivi usciti nei tre anni seguenti, cioè Reckoning, Fables Of The Reconstruction e Life Rich Pageant, confermano il loro status e cominciano a farli conoscere anche fuori dai confini.

Ma la prima svolta alla carriera arriva con Document, contenente la straordinaria The One I Love, che li catapulta definitivamente nel mainstream, e anche la critica si innamora della band di Micheal Stipe.

Green (1988) è abbastanza interlocutorio ma è la premessa di Out Of Time, l’album che conquista non solo l’America ma il mondo intero, con la canzone e il video che consacrerà i R.E.M. nella leggenda, cioè Losing My Religion.

Probabilmente i R.E.M. ma anche il resto del mondo pensava che Out Of Time fosse l’apice della carriera, ma Automatic For The People del 1992 avrà incredibilmente anche più successo del precedente trainato da canzoni di straordinaria fattura come la celeberrima Everybody Hurts o Man Of The Moon.

Ormai però di indie rimane poco o niente, anche perchè l’etichetta ora è la Warner e il sound della band è cambiato verso un pop-rock d’autore. Automatic For The People sarà l’apice commerciale della band e anche l’ultimo grande album. Con Monster e New Adventures in Hi-Fi i R.E.M. cercano di tornare alle origini, con risultati non pessimi ma neanche eccelsi.

Gli album dell’ultimo decennio ci restituiscono la band di Athens con le idee confuse, tra esperimenti poco riusciti e qualche guizzo di classe come The Great Beyond, Imitation Of Life e Supernatural Superserious, e album complessivamente mediocri.

Probabilmente da qui la decisione, il 21 settembre 2011, dello scioglimento del gruppo.

Una curiosità: la formazione originale Stipe Buck Mills Berry ha subito solo un cambiamento, dal momento che Berry nel 1995 ebbe un aneurisma celebrale e nel 1997 non se la sentì di andare avanti.

La canzone dei R.E.M. che ho scelto è The One I Love.

Anche Noel Gallagher arriva alla terza canzone edita prima dell’album, con Aka… What A Life! . Dopo due canzoni molto in linea sul suo repertorio e sul suo genere, quest’ultima canzone suona molto strana, soprattutto pensando che è stata fatta proprio dal cantante pazzo per il City, che probabilmente come difetto principale è quello di essere stato abbastanza monocorde.

Dopo questo singolo ormai mi incuriosisce sempre più il nuovo e primo lavoro di Noel Gallagher intitolato come la band che lo accompagna High Flying Birds, anche se ormai al giorno d’oggi siamo abituati a sentire praticamente un terzo di album prima che esca ufficialmente.

Ecco Aka… What A Life, per ora solo la canzone senza il videoclip.

 

Noel Gallagher, dopo il singolo The Death Of You And Me, anticipa un altro brano dal prossimo album in uscita Noel Gallagher’s High Flying Birds.

If I Had A Gun, questo è il titolo della canzone, conferma l’ormai nota vena melodica dell’autore di Manchester anche se l’ottima strofa non è seguita da un ritornello all’altezza. In ogni caso è appurata la convinzione che Noel Gallagher possa dire molto di più del fratello nella carriera solista.

Ecco il link su SoundCloud della nuova canzone di Noel Gallagher, If I Had A Gun.

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Noel Gallagher, after  The Death Of You And Me, anticipates another song from the next album Noel Gallagher’s High Flying Birds.

If I Had A Gun confirms his well-known melodic vei, but the excellent verse is not followed by a good chorus. In any case proves that Noel Gallagher could say much more in the solo career to his brother.

This is the SoundCloud link of the new song by Noel Gallagher, If I Had A Gun.

Bjork – Crystalline

Pubblicato: 28 luglio 2011 in Novità
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La signora Guðmundsdót, conosciuta dal mondo con il suo nome di battesimo Bjork, ritorna con il singolo Crystalline che anticipa l’album Biophilia, in uscita però solamente a settembre inoltrato.

La canzone è la conferma delle straordinarie doti vocali della cantante islandese, messe in risalto da un arrangiamento minimale. Sicuramente non è una canzone da “primo impatto”, ma la voce di Bjork si lascia ascoltare in maniera facile ed automatica.

Ecco il video, come al solito originale, di Crystalline.

I New Order sono una band inglese nata nel 1980 dalle ceneri dei Joy Division, dopo la morte del cantante Ian Curtis. Da subito si distaccano dalla band in cui militavano in precedenza, scegliendo un mix di musica elettronica, new wave e synth pop.

Dopo l’esordio con ” Movement ” (1981), nel 1983 arriva subito il successo mondiale di critica e pubblico con “ Power, Corruption and Lies “, ma soprattutto con il singolo ” Blue Monday “. Blue Monday diventa il 12 pollici più venduto di sempre, nonchè il disco da cui verranno prese tutte le basi e le ritmiche per la musica elettronica/dance fino ai giorni nostri.

“Low Life” conferma il successo precedente mentre con “Brotherood” del  1986 arriva l’esplosione dei New Order anche in U.S.A. , trainato dai singoli ” Bizarre Love Triangle ” e “True Faith”. I successivi “Tecnique” e ” Republic” confermano la band in cima alle classifiche, anche se la qualità non è quella degli album precedenti.

Dopo un silenzio di ben 8 anni, in cui sembravano essere stati dimenticati, tornano a sorpresa con ” Get Ready ” , che si rivela invece un clamoroso successo specialmente in madrepatria. L’ altrettanto sorprendente, in termini però di qualità, ” Waiting For The Sirens Call ” del 2005 chiude la storia dei New Order.

Di seguito un video tratto da una registrazione per la TV francese di Bizarre Love Triangle, e il testo della canzone.

Every time I think of you
I feel shot right through with a bolt of blue
It’s no problem of mine
But it’s a problem I find
Living a life that I can’t leave behind
But there’s no sense in telling me
The wisdom of the fool won’t set you free
But that’s the way that it goes
And it’s what nobody knows
well every day my confusion grows

Every time I see you falling
I get down on my knees and pray
I’m waiting for that final moment
You say the words that I can’t say

I feel fine and I feel good
I’m feeling like I never should
Whenever I get this way
I just don’t know what to say
Why can’t we be ourselves like we were yesterday
I’m not sure what this could mean
I don’t think you’re what you seem
I do admit to myself
That if I hurt someone else
Then I’ll never see just what we’re meant to be

Every time I see you falling
I get down on my knees and pray
I’m waiting for that final moment
You say the words that I can’t say

I Duran Duran tornano al lavoro dopo l’apprezzato (dalla critica, meno dal pubblico) Red Carpet Massacre con All You Need Is Now. Per risollevare le sorti, già scalfite dall’ennesima uscita dalla band di Andy Taylor, è stato chiamato in produzione Mark Ronson, il fautore dei miracoli Adele e Winehouse. Mai scelta non fu più azzeccata.

Sicuramente All You Need Is Now è il lavoro migliore dei “Fab Five” dai tempi di Rio, se non uno dei migliori album che mi siano capitati sotto orecchio negli ultimi 5 anni. Non è una valutazione entusiastica fatta sul momento tenendo conto del fatto che è da un mese e mezzo che lo ascolto e non ho mai avuto tentennamenti sul fatto di ascoltare un grandissimo album.

Questo disco si può definire il “Rio del nuovo decennio” visto che il sound trovato dalla band e da Ronson è molto eighties ma con suoni moderni. Nello specifico delle canzoni, non trovo punti deboli, anche se forse manca il singolo da classifica altissima.

Ma sfido chiunque a resistere al sound di All You Need Is Now, o di Girl Panic (personalmente la canzone migliore del disco), Being Followed o Save (con Ana Matronic degli Scissors Sisters). Nel complesso il miglior lavoro dei Duran Duran negli ultimi 30 anni.

Voto: 18/20

English Version

Version Hispanica

Se mi avessero detto qualche anno fa che in futuro avrei ascoltato un album di Kylie Minogue penso che lo avrei mandato a quel paese, e soprattutto se mi avesse detto che mi sarebbe piaciuto.
La bella e tascabile Kylie Minogue ritorna con “Aphrodite”, con la solita “gara” tra i DJ e produttori più importanti del mondo per essere nel suo album vinta da Calvin Harris, come per il precedente “X”.

La premessa dell’album è che Kylie Minogue è forse l’artista femminile che riesce ad assorbire i sound e le mode del momento in maniera migliore, negli ultimi 10 anni meglio anche di Madonna, e con la sua voce particolarissima e sensuale riesce a personalizzare e far diventare sue anche canzoni non scritte da lei o per lei.

Infatti un vero punto debole in questo album, anche dopo molti ascolti, non lo sono riuscito a trovare, anche perchè tocca tutte le sfumature di pop, dance e house senza mai annoiare (cosa che poteva essere molto facile) e cadere in basi e melodie troppo ovvie, e quindi i complimenti vanno sia a lei che ai produttori.

I distinguo li farò solo in positivo: infatti se pensate che il singolo appena uscito “All the lovers” sia il pezzo forte dell’album, vi sbagliate di grosso.
Questo è solo l’antipasto, perchè la seconda canzone dell’album, e prossimo singolo, sarà il vero tormentone di piste, radio, club e qualsiasi cosa che abbia una cassa. “Get Outta My Way” è un pezzo assolutamente che ha le carte in regola per diventare la canzone dance dell’anno: il ritornello è assolutamente impossibile da scordare, al livello del suo “na na na nanananana” o anche di un “Poker Face”, e la canzone è strutturata e arrangiata fantasticamente.
Un’altro gioiello dell’album è “Closer”, che come sound sembra una canzone dei Rondò Veneziano riarrangiata da Tiga.
“Aphrodite”, la canzone omonima al titolo dell’album, è un grande esempio di pop, con molti echi jacksoniani, dove Kylie gioca molto con la voce, specialmente verso la fine della traccia.

Nel complesso probabilmente il miglior album di Kylie Minogue, che sarà amato soprattutto a chi piace il pop contaminato da dance. Sconsigliato a chi non riesce a sentire canzoni senza chitarre o canzoni depresse.

Voto: 17/20

In due Parole: SUMMER JAM

English Version
Version hispanica
Version française
Versao em portugues

Link per il download : Kylie Minogue – Aphrodite

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