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Dopo otto anni i Blink 182, una delle band pop-punk più famose ed amate del pianeta, ritornano con un nuovo singolo, Heart’s All Gone. La canzone ricalca la tradizione della band con schitarrate e Travis Barker che fa il padrone assoluto della scena.

Ma la particolarità sta nella strana idea di lancio del singolo: si può trovarlo in ascolto libero nel sito appositamente creato http://heartsallgone.com/, e la cosa ancora più originale è che in apparenza sembrerebbe di non poter interagire con la pagina. Invece cliccando CTRL+A … . Provate a farlo!

Blink 182 – Heart’s all Gone

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After eight years one of the worldwide most famous pop-punk bands, Blink 182, returns with a new single, Heart’s All Gone. The song follows the typical band sound, with and Travis Barker absolute master of the scene.

But the peculiarity is in the strange idea for launch the song: you can find in free listening in a site created specifically http://heartsallgone.com/, but apparently can not seem to interact with the page. Instead, clicking CTRL + A … . Try to do it!

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Gli Shandon sono una band italiana formatasi nel 1994, tra le più eclettiche della storia recente. Nel corso della loro carriera svariano sui generi più diversi, dal rock al punk allo ska-core al reggae. Questa versatilità è data dall’alto numero di componenti (sei) ,dai vari turnisti che si alternano nei vari album (una quindicina) e dal comporre canzoni sia in inglese che in italiano.

Diventano subito un caso nella scena indipendente italiana con Punkbillyskacore e in breve tempo conosciuti anche a livello europeo. Fetish, li consacra come la band indipendente più famosa d’Italia con 20.000 copie vendute, e il successivo Not Happy To Be Sad arriva addirittura nella top 15 italiana, anche con il singolo Evoluzione.

Gli Shandon si scioglieranno nel 2006, due anni dopo Sixtynine. A mio modesto parere se avessero scelto una strada definitiva, sia come sound che come lingua, sarebbero potuti essere in maniera assoluta la rockband italiana di riferimento dell’ultimo decennio.

Nel 2011 gli Shandon hanno annunciato una reunion con tour annesso per il 2012

Ecco il video di Evoluzione, il loro maggiore successo commerciale.

Sto cercando la mia identità
Sto capendo che così non va
L’importante è sempre credere
Non pensare solo a vincere
Se qualcuno mi dirà che la vita è tutta qua
Io risponderò che

No no non ci sto devo camminare ancora
No no non ci sto so che lo farò

Sto cercando la mia identità
Sto scoprendo la mia libertà
Non sopporto stare immobile
Io mi sento così fragile
Se qualcuno mi dirà che la vita è tutta qua
Io risponderò che

No no non ci sto devo camminare ancora
No no non ci sto so che lo farò

Che dire di più, già il titolo dell’album parla da se (“Sbattitene i coglioni, ci sono i Sex Pistols”, sottolineo anno 1977).
I Sex Pistols è il caso più unico, clamoroso e discusso di meteora musicale nella storia, ma è anche l’unico gruppo che può ritenere di aver spaccato in due la musica.
Infatti si può tranquillamente dire che la storia della musica moderna è divisa in due ere: quella prima dei Sex Pistols e quella dopo i Sex Pistols.

“Nevermind the Bollocks” è l’album unico della band, che ne determina l’esplosione, lo zenit e la conclusione della loro carriera.
Dodici tracce di quattro accordi ciascuna, una più feroce, rabbiosa e tagliente dell’altra, che fanno entrare Rotten e soci nella leggenda.
“Holidays in the Sun”, “Bodies”, “No feelings”, “Seventeen”, “Pretty Vacant” ed “E.M.I.” singolarmente sarebbero per qualunque gruppo sulla faccia della terra l’apice di una carriera, mentre qui quasi vanno nell’ombra, rispetto ai due pezzi manifesto di una generazione e di uno stile di vita.
Basta solo dire che “God Save the Queen” all’epoca è stata censurata dalle radio, dai distributori di dischi, dalla stessa casa editrice, ma il riff di chitarra, il grido “No Future” o il “don’t be told what you want and don’t be told what you need” è entrato comunque nella memoria collettiva del rock, del punk e della musica in generale.
Senza parlare della canzone più importante (per chi scrive) degli ultimi 50 anni nella musica, cioè “Anarchy in the U.K.”.
La chitarra iniziale, il rullo di tamburi, l’ “I am an antichrist, and I am an anarchist” danno sempre l’idea che per assurdo si stia ascoltando una specie di canzone sacra, per la pomposità, la rabbia e l’immediatezza della canzone.
Poi gli assoli scarnissimi, ridicoli tecnicamente ma potenti, la batteria in quattro quarti, il basso essenziale, la voce “vomitata” di Johnny Rotten, le storie pazze dietro i loro show, la morte di Sid Vicious e la stampa completamente contro sono storie che per chi ama il rock bisogna necessariamente sapere, come fosse la Bibbia o il Vangelo.

Il più grande album di sempre, che disfa e ricostruisce il mondo della musica.

Voto: 20/20

In una parola: INARRIVABILE